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Lara Ilaria Braconi

Selected Works 2022–2026

La pittura come una struttura porosa in cui assenza e contatto coesistono.

Attraverso tagli, stratificazioni, cancellature e superfici sagomate, il mio lavoro indaga la soglia tra immagine, oggetto e presenza spaziale. I dipinti si sviluppano come membrane instabili, in cui frammentazione, trasformazione e risonanza restano visibili.

I lavori recenti realizzati in Francia estendono questa ricerca verso strutture più leggere e permeabili, esplorando trasparenza, fragilità e forme vegetali come condizioni spaziali, più che come rappresentazioni.

Corpo Mondo

Corpo Mondo è il nome che raccoglie e orienta la mia ricerca pittorica.

Attraverso la pittura indago la relazione tra corpo e mondo, esplorando il modo in cui abitiamo l’esistenza: una condizione fragile, precaria e in continua trasformazione.

La mia ricerca prende avvio dall’osservazione del corpo come primo luogo di esperienza e di conoscenza. Nel tempo si è aperta progressivamente al paesaggio, al mondo vivente e alle possibilità offerte dalla materia pittorica, dando origine a diversi cicli di lavoro: Il Corpo Grido (2012–2015), Immersioni (2016–2018), Amore lento (2019–2021) e Spassi (2022–2024).

Se nelle prime fasi il corpo, il paesaggio e il vivente costituivano ambiti distinti di indagine, oggi queste traiettorie tendono a convergere. Corpo Mondo nasce proprio da questa consapevolezza: il corpo non è separato dal mondo che abita, ma ne è parte sensibile e mutevole.

La pittura è il luogo in cui esploro questa relazione. Attraverso processi di stratificazione, sedimentazione, cancellazione, collage e ricomposizione, le immagini emergono come forme aperte, attraversate dalla possibilità della trasformazione.

Come abitare il mondo senza separarmene?

La meraviglia per il mondo vivente alimenta costantemente questa ricerca. Il suono del vento, il calore del sole, la freschezza dell’acqua, l’enormità delle montagne e la presenza delle molteplici forme della vita rappresentano per me una fonte inesauribile di stupore. È in questa esperienza di relazione e appartenenza che continuo a trovare le ragioni del mio dipingere.